Mai più Amianto. Intervento del Presidente sulla sentenza Eternit.

IRES Campania apre uno spazio di collaborazione con l'Associazione Mai più Amianto che in questi anni ha dato voce alle vittime dell'amianto e ai loro familiari.

 

amiantoIntervento di Paolo Giugliano

Presidente dell’Associazione “Mai più amianto”

Familiari delle vittime Eternit

 

E’ fin troppo facile capire lo stato d’animo dei  familiari delle vittime Eternit  dopo la sentenza della Cassazione che ha prescritto le pene , già comminate in appello, al magnate svizzero, proprietario delle fabbriche  Eternit. La disperazione ha preso il posto del desiderio di giustizia, lo sconforto è subentrato alla speranza.

Per Bagnoli c’era già stata una fase difficile quando nel primo grado del processo si stabilì la prescrizione del reato di disastro doloso perché i giudici ritennero che il sito di Bagnoli  fosse stato bonificato.  L’ostinazione dei familiari delle vittime e la tenacia del giudice Guariniello riuscirono a capovolgere quella sentenza in appello. Fu dimostrato che la bonifica non era stata portata a termine e che in quell’area si continuava a morire di mesotelioma, tumore da amianto. 

 

 

Ad ulteriore riprova di questa tesi, oggi a Napoli c’è un processo in corso per truffa e disastro ambientale originato dalla morte di una donna di Cavalleggeri d’Aosta per cancro polmonare che ha portato al sequestro di tutta l’ex area industriale di Bagnoli (Italsider, Cementir, Eternit), disastro in cui la presenza di amianto è una delle componenti essenziali.

Durante il processo Eternit sono emerse alcune storie raccapriccianti, sono morte per mesotelioma alcune mogli di operai Eternit perché lavavano le tute intrise di amianto e hanno contratto la stessa patologia alcune figlie di operai che giocavano a togliere la polvere ed i fili di amianto che i  loro papà avevano tra i capelli.

Nonostante questo “in punta di legge”  il sostituto procuratore della Cassazione ha affermato che in ogni caso la Giustizia non deve prevalere sul Diritto. Ma la Giustizia non è l’affermazione di un Diritto? E se così non è, i cittadini non rischiano di perdere  fiducia nell’una e nell’altro?

Allo scandalo della sentenza di prescrizione si risponde su due piani: quello giudiziario e quello politico. Il primo, è quello previsto dal Giudice Guariniello che intende proporre un  nuovo processo incentrato sul reato di omicidio, reato non prescrivibile.

Per raggiungere questo obiettivo sarà determinante, da Casale a Bagnoli, convincere pazientemente i familiari delle vittime che è utile e giusto intraprendere questa strada.

Il secondo, deve prendere le mosse  dal dispositivo di appello che prevedeva una provvisionale di 30mila euro per ogni famiglia come risarcimento per l’irrimediabile danno subito.

 In Francia il risarcimento è automatico ed è a carico dello Stato, da noi una proposta di legge analoga, a firma del senatore Casson, è ferma in parlamento. Il Presidente del Senato Grasso potrebbe accelerarne l’iter, oppure il Governo potrebbe farla propria e chiederne l’approvazione con corsia preferenziale. E’ paradossale che il giorno dopo la sentenza tutti si sono soffermati sulla modifica della prescrizione, che riguarda il futuro della norma e nessuno si è preoccupato di quello che è possibile fare oggi per rendere giustizia alle 3.500 vittime e ai loro familiari.

Per perseguire questi scopi i sindacati, le forze politiche, le associazioni e le istituzioni, devono dare il loro contributo specifico in maniera coesa e sinergica, evitando incidenti di percorso come quello dell’assenza, il giorno della sentenza, del Sindaco di Napoli e del Governatore della Campania, spiace in particolare per il Sindaco con il quale ci sono stati momenti di intensa collaborazione durante tutta la fase processuale. 

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