Lockdown: arriveremo ai lanciafiamme?

Lockdown: arriveremo ai lanciafiamme?

Gianni De Falco, presidente Ires Campania

 

protestenapoliHanno avuto anche il coraggio di dire che la crescita dei casi fossero dovuti alla riconquistata libertà ai tempi del solleone… che la riapertura delle scuole ha innalzato i valori della pandemia (De Luca). Più modestamente avevamo già sottolineato che sui “numeri” c’erano stati giochi e giochetti (semmai si possa ricorrere a questo paragone) di calcolo.

Si difendeva la sanità (martoriata) del mezzogiorno, si è strombazzato all’arrivo dell’ospedale da campo Covid all’Ospedale del Mare… e poi a fronte di numeri che andrebbero effettivamente verificati e diversificati tra sintomatici ed asintomatici (semaforicamente tra rosso e giallo) e, soprattutto, sulle morti registrate in questi periodi. Inviterei la Magistratura a cominciare a monitorare queste situazioni, ci sarà pure un giudice a Berlino?

Ora i numeri rivendicano la loro significanza e la politica non sa come rispondere. Ma, mi chiedo, tra febbraio e oggi cosa è stato fatto? Sappiamo che i posti letto per la terapia intensiva sono passati da 5000 a 6000, ma questo non serve, all’aumento dei letti è corrisposto anche l’aumento delle risorse professionali capaci di gestire questo numero di posti letto? No. Questo vuol dire che tutti i 6000 letti non saranno gestibili. Dunque, in realtà, da febbraio ad oggi potenzialmente non è cambiato niente.

Vi diranno che la Lombardia rimetterà in funzione l’Ospedale della Fiera che al massimo della tensione e dell’affollamento dei reparti di Terapia intensiva nella regione riuscì a gestire 20 letti su 240, lasciando che intere corsie diventassero scenografie per le foto al Presidente della Regione e al suo Assessore alla Sanità.

In Campania De Luca si preoccupa della capacità di risposta del sistema sanitario regionale… e l’ospedale da campo Covid all’Ospedale del Mare?... è probabilmente servito esclusivamente per collaudare il funzionamento dei clacson dei TIR che lo trasportavano in pezzi… e forse in pezzi è rimasto.

Ciò che colpisce sono le “sane” abitudini di sempre: lo scandalo dei camici a Milano; la gestione dell’appalto per l’acquisizione dell’Ospedale Covid di Ponticelli; l’affare delle mascherine (per la qualità Bugs Bunny prima, per la tipologia di importazione dalla Cina modello Pivetti, per la scarsa qualità delle stesse e per l’enorme profitto “di ritorno”, per la consentita diversificazione dei materiali tipo cotone, seta e così via, per la loro inutilità visto il potenziale contagio anche delle mucose degli occhi) e del vaccino (milioni di euro e dollari in gioco).

Nessun intervento attivato per il miglioramento dei trasporti. Parlo per esperienza diretta, la società di gestione della metropolitana di Napoli Linea 1, l’ANM, andrebbe denunciata per “procurato assembramento” dovuto ai lunghissimi intervalli nei passaggi dei treni, tra venti e venticinque minuti, che come conseguenza porta ad un sovraffollamento della banchina d’attesa e, conseguentemente, dei vagoni. Segnalo che nelle maggiori città metropolitane d’Italia e d’Europa i tempi di attesa sono compresi tra i tre ed i cinque minuti. Non solo, per evitare questa incivile, avete letto bene “incivile”, gestione il sottoscritto ha ripreso ad utilizzare la vecchia Linea 2 gestita dalle FFSS: tempi d’attesa decisamente più sopportabili, treni Jazz più moderni con aria condizionata e soprattutto, anche nei più vecchi vagoni, distributori di gel sanitari per la pulizia delle mani ad ogni porta e addetto che passa nei vagoni a sanificare  maniglie e supporti.

Come ho più volte sottolineato sono state costruite le più belle stazioni (molti indicano, a mio parere esagerando, quella di Toledo tra le più belle al mondo) ma hanno dimenticato che avrebbero dovuto far passare i treni.

Vogliamo dimenticare anche l’acquisto sbagliato dei nuovi vagoni? O il recente incidente in deposito che mise fuori uso la bellezza di tre treni?

Per risolvere l’affollamento delle metropolitane, quindi, si fanno circolare più treni? Si abbreviano le attese? No. Si chiudono scuole e università così da far diminuire gli utenti. L’allarme procurato, poi, ha determinato il ricorso all’auto privata.

Ora si fa ricorso ad ordinanze francamente demenziali. Se vado al ristorante o al bar o al pub alle 21 o anche alle 22 questo mi evita la possibilità di contagiarmi? E se dovessi andarci dopo le 23 questo mi darebbe la certezza di incrociare il virus?

E qualcuno mi spiegasse l’altra genialata di poter mangiare ai tavolini di una pizzeria (senza mascherina suppongo) con un amico e o parente seduto di fronte fino ad una certa ora mi evita di incrociare il virus (?) ma se vado a comprare una pizza da asporto “con” mascherina, che suppongo non sia tolta, e poi vado via dal locale con la pizza e la mascherina ho maggiore possibilità di contagiarmi o contagiare? Posso non contagiarmi fino alle 21 e potenzialmente contagiarmi dopo?

Disposizioni sempre del Comitato Tecnico Scientifico? Lo stesso che inizialmente a secondo del luogo definì, comicamente, le varie distanze da rispettare per evitare possibili contagi? 1 metro, 2 metri, 5 metri? Come se il virus potesse autoregolarsi nella sua possibilità di contagio tra un bus, una metropolitana o una spiaggia? Siamo seri.

I numeri contenuti che abbiamo registrato in Campania nel primo periodo del contagio sono dovuti principalmente al fatto che i tamponi eseguiti furono talmente pochi che i risultati percentuali di calcolo del contagio si rilevò scarsissimo. Eppure furono registrati 43 deceduti.

Non vorrei offendere nessuno ma nessuna significanza hanno avuto quei dati statistici e, mi permetto, nessuna significanza hanno oggi.

Voglio subito sgombrare il campo, non sono negazionista, sono un ricercatore abituato a dare significato ai dati statistici e non comprendo per quale ragione tra il 2019 e il 2020 registrati 35mila deceduti (purtroppo) si è dichiarata la pandemia e perché con 33mila per influenza e polmonite nel 2015 no.

Mi appellerei ancora alla Magistratura anche per verificare che i 35mila dichiarati siano effettivamente deceduti a causa del Covid. Molti specialisti tra febbraio e marzo dichiararono che, in effetti, solo alcuni possono accreditarsi direttamente al virus altri sono deceduti non "per", ma "con" il Coronavirus, che aveva accompagnato altre patologie. E giusto per rimanere in ambito giudiziario, risultano vere o no le voci che anche sui deceduti si siano messe in moto “operazioni” di sfruttamento per possibili rimborsi e "gestione del dolore” da parte delle Pompe Funebri, così come afferma Roberto Saviano? Io, francamente, cercherei di togliermi questo dubbio.

E ancora mi chiedo, perchè dei 49mila deceduti (dati Istat e ISS) per “infezione contratta in luoghi sanitari” (ospedali, cliniche, Rsa e laboratori) nel 2018-2019 nessuno si scandalizzi. E mentre gli eventi dei Coronavirus rappresentano incidenti di percorso ciclicamente significativi, il dato prima segnalato è, invece, un dato strutturale e annualmente significativo.

Anche in questi giorni, finalmente, la magistratura entra nel merito di questi eventi e indaga i dirigenti dell’Ospedale Civile di Alzano in quanto le morti registrate e i contagi sembrano essere dovuti alla mancata sanificazione (!!!) del nosocomio o, ancora le indagini sulle stragi nelle RSA.

Oggi De Luca parla di tragedia, si appresta a firmare un’ordinanza per fermare la Campania. La sola misura di limitazione degli orari e la chiusura delle attività, tocca soltanto alcuni settori e dà l’impressione di un vero coprifuoco, strumento utilizzato in tempi da dimenticare.

Solo allo scattare di questa misura a Napoli è scoppiata la rivolta. Probabilmente fomentata da vari soggetti border-line, ma con la presenza, comunque, di famiglie, di ristoratori e gestori di bar, pub, e lavoratori dei settori (cittadini).

Questo episodio dovrebbe dare la misura dell’allarme sociale e della delicatezza delle questioni. Economia, lavoro, sopravvivenza, infiltrazioni criminali, ma anche socialità, perfino democrazia. Chi comanda la piazza?

Se De Luca pensa di affrontare tutte queste questioni con i “lanciafiamme” e le “fucilazioni” lasciando il suo ruolo pre elezioni che fu sospeso tra terrorismo mediatico e macchietta, scegliendo decisamente la seconda soluzione, a mio parere dovrebbe comprendere che la sua vittoria si trasformerebbe immediatamente in una sonora sconfitta, non solo politica.

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