Il nuovo Archivio Storico della Cgil Campania.

Il nuovo Archivio Storico della Cgil Campania.

Dopo la riorganizzazione e valorizzazione dell’archivio con finanziamenti Mibac.

Gianni De Falco, presidente Ires Campania

 

pubblicato su www.politicameridionalista.com

 

AS logoLa nascita delle prime organizzazioni sindacali in Italia è legata alle profonde trasformazioni strutturali indotte dallo sviluppo del sistema capitalistico.

Le associazioni di operai e lavoratori assumono inizialmente la forma di “società di mutuo soccorso”, ispirate a principi di solidarietà, poi quella di leghe di resistenza, meglio rispondenti alla necessità di sostenere anche in termini economici l’aspra lotta contro il padronato.

In Campania l’avvio dell’associazionismo operaio risale agli anni Sessanta del XIX secolo. Tra il 1860 e il 1900 furono attivi nella regione 471 sodalizi operai, prevalentemente localizzati nelle province di Napoli, Salerno e Caserta. La prima organizzazione operaia sorta a Napoli fu la Società operaia napoletana, fondata da mazziniani nell’ottobre del 1860. Sostenuta e promossa dallo stesso generale Garibaldi introdusse alcuni elementi di assistenza fino ad allora fuori da ogni sistema di rapporti tra imprese e lavoratori come, per esempio, una paga minima applicata a chi dovesse risultare in malattia, un sostegno alla famiglia di ogni lavoratore morto sul lavoro.

 

 

Nell’ultimo decennio del XIX secolo, dalla concentrazione delle “leghe di resistenza” sorgono in Italia le Camere del lavoro, istituzioni operaie di matrice socialista e simboliche roccaforti delle lotte operaie. La prima Camera del lavoro della Campania fu quella di Torre Annunziata, sorta nel 1891.

A Napoli la Camera del lavoro fu fondata da socialisti il 6 gennaio 1894 e aggregò una variegata galassia di operai-artigiani, dipendenti pubblici, intellettuali e studenti.

Dopo esordi poco lusinghieri, dovuti al tentativo di controllarla nei primi anni dieci del secolo da parte di alcuni padroni con la collaborazione di lavoratori al soldo, si ricostituì, dopo i moti delle “settimane rosse” (1912), nel 1918 con una spiccata impostazione di classe e fu soppressa dal regime fascista nel 1925. Rinata nel tardo 1943 come circoscrizione territoriale della Cgl unitaria e trasformatasi, dopo il 1948, in organizzazione territoriale della sola Cgil, la Camera del lavoro di Napoli ha avuto un ruolo di primo piano nel processo di ricomposizione sociale e politica della città.

A partire dal secondo dopoguerra le diverse articolazioni della Cgil hanno offerto un contributo decisivo alla crescita democratica della società napoletana e campana, dando voce ai bisogni economici e politici dei lavoratori e organizzando le lotte per lo sviluppo del Mezzogiorno e per una maggiore giustizia sociale

Il primo nucleo dell’Archivio Storico della Cgil Campania si costituì a Napoli intorno alla metà degli anni Ottanta. Fu infatti in quegli anni che l’Ires Cgil – alla quale era stata affidata la custodia del patrimonio archivistico – si pose l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare in maniera adeguata ciò che rappresentava il retroterra storico e ideale della Cgil campana e la sua proiezione nella cultura regionale.

L’Ires Cgil decise di avviare un autonomo tentativo di sistemazione delle scritture, avvalendosi di risorse umane e materiali interne all’organizzazione. Il tentativo fu intrapreso con grande impegno: le carte furono raggruppate in fascicoli e classificate secondo uno schema logico mutuato dal titolario in uso presso la Cgil regionale; i fascicoli furono a loro volta raccolti in faldoni, recanti sul dorso la segnatura e gli estremi cronologici degli atti in essi contenuti. Il lavoro così tenacemente intrapreso subì purtroppo una repentina interruzione (1994), dovuta a cause non precisate, e le scritture della Cgil tornarono per qualche tempo nel limbo dei problemi irrisolti.

Il progetto di dare vita a un Archivio ben organizzato fu ripreso all’inizio del nuovo secolo, con la costituzione di una struttura denominata “Biblioteca, archivio, centro di documentazione”, deliberata dalla segreteria regionale Cgil Campania il 31 marzo 2000.

Il nuovo progetto, più ambizioso del precedente, prevedeva il coinvolgimento dell’intera organizzazione nell’attività di salvaguardia e utilizzazione del patrimonio documentario. Dopo alcuni mesi di discussione e confronto, il 4 maggio 2001 una delibera del Comitato direttivo regionale diede formalmente avvio all’attività dell’Archivio storico, la cui nascita – annunziata nel corso di un convegno pubblico organizzato dalla Cgil l’11 gennaio 2002 – riscosse notevoli consensi, ottenendo anche il riconoscimento di Archivio Storico da parte della Soprintendenza Archivistica della Campania, e fu ampiamente pubblicizzata sulla stampa cittadina.

Al nuovo organismo venne affidato il compito di riorganizzare la biblioteca e di curare la conservazione, il riordino e l’incremento del materiale documentario, incoraggiandone il versamento da parte di singoli dirigenti e strutture sindacali.

La struttura acquisì nuovi locali e una buona dotazione strumentale, realizzò una ricatalogazione del materiale bibliografico e dette avvio al complesso lavoro di schedatura e riordinamento del patrimonio archivistico. Per motivi a noi non noti, ci furono ancora problemi di natura organizzativa che portarono ad una gestione più funzionale che strutturata alla buona conservazione dei materiali documentali.

L’Archivio Storico (di qui in avanti AS) conservato, fino alla metà del 2019, nei locali di via Torino riflette puntualmente la struttura organizzativa della Cgil e documenta in maniera efficace, benché talora discontinua, l’attività dell’organizzazione a Napoli e in Campania.

I nuclei principali sono costituiti dalle carte della Camera del lavoro Metropolitana di Napoli, da quelle del Comitato regionale della Campania e dalla documentazione relativa alla Federazione regionale unitaria Cgil-Cisl-Uil. In continuo incremento i fondi relativi ai sindacati di categoria e all’attività svolta da singoli dirigenti; cospicuo il carteggio della Camera confederale del lavoro di Napoli e del Comitato regionale con la Cgil nazionale e con le altre strutture campane, territoriali e di categoria.

Di particolare interesse appaiono i fascicoli relativi alla composizione degli organismi dirigenti della Camera del lavoro di Napoli (1943-1979), i verbali di segreteria (1953-1957) e i verbali del comitato direttivo (1955-1961) della stessa Camera del lavoro e la serie degli atti congressuali.

Dell’AS della Camera del lavoro di Napoli è poi da considerarsi parte integrante la documentazione di carattere sindacale contenuta nelle buste 6-12 del fondo “Clemente Maglietta” (conservato presso l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi” di Napoli), relativa agli anni nei quali lo stesso Maglietta fu segretario del suddetto organismo (1945-1955).

Tra i fondi relativi alle categorie si possono citare, a titolo di esempio, quelli della Fiom, della Flai, della Funzione pubblica, della Fnle, della Filtea, dello Spi; tanti i dirigenti sindacali che hanno versato le loro carte all’archivio generale.

Oltre al materiale documentario propriamente detto, l’AS comprende anche una sezione fotografica (che si compone di circa 3500 fotografie organizzate in fascicoli tematici e raccolte in 121 buste), un’interessante raccolta di manifesti composta da circa 2.000 unità e una sezione audiovisiva consistente in un centinaio di pezzi.

Un cenno a parte merita il materiale documentario e fotografico utilizzato per la mostra “Lavoratori a Napoli dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra”, realizzata dall’Associazione Lavoratori a Napoli che riprendeva nel suo logo i simboli delle Società del mutuo soccorso con chiari riferimenti anche a simbologie massoniche come “squadra e compasso”.

La documentazione, relativa al periodo 1860-1997, è raccolta in 189 fascicoli e costituisce una fonte privilegiata per la ricostruzione delle lotte operaie secondo una prospettiva “dal basso”, attenta al ruolo esercitato dai grandi movimenti di massa nei processi sociali e politici del “secolo breve”.

L’Archivio Storico e Bibliografico è stato trasferito dalla vecchia sede di via Torino 16 alla nuova, recentemente inaugurata, in via Toledo 353  e riaffidato all’Istituto Ricerche Economiche e Sociali IRES Campania per la cura e la valorizzazione del patrimonio. Da questo punto di vista la fase di trasloco dalla vecchia alla nuova sede è coincisa con un progetto per la Valorizzazione approvato e finanziato dal Mibac.

La Cgil Campania e la Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli riconoscono nell'Archivio Storico un istituto culturale e luogo della cultura, che concorre all'attuazione del diritto di tutti i cittadini e lavoratori all'informazione, nonché allo sviluppo della ricerca, della conoscenza e della memoria.

Appare perciò importante che Cgil Campania e Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli di fronte ai vari fenomeni di perdita di identità mettano in atto delle strategie tese a salvaguardare e conservare la propria memoria storica.

Le azioni proposte, compresa la realizzazione di un sito web (www.archiviocgilcampania.it in fase di implementazione) mirano a potenziare le possibilità di utilizzo e di godimento del patrimonio archivistico; di costituire da un lato opportunità di accrescere la qualità e quantità dei servizi a favore della comunità locale; di focalizzare l’attenzione verso il ”bene archivistico”, rendendo consapevoli i cittadini della valenza di questo bene culturale e patrimonio della Comunità, quale parte della storia dell’umanità e fare dell’archivio storico un servizio dinamico che si integri con tutti i servizi culturali e gli altri servizi del territorio, puntando ad una stretta collaborazione con scuole, università, associazioni e centri di ricerca.

Il nuovo Archivio storico della Cgil Campania ha sede al primo piano di via Toledo, 353 e si colloca in quattro sale: (112) Sala Antonio Chegai; (116 e 117) Sala Fondi e Consultazioni; (119) Sala Silvano Ridi. L’inaugurazione ufficiale dell’Archivio Storico Cgil Campania sarà resa possibile al termine di questa fase di contenimento a causa della diffusione del coronavirus. Probabilmente fine anno o inizio anno 2021.

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