Obbligo o verità?

Obbligo o verità?
Francesco Fusco, presidente Ass. Culturale Alter


Stupisce non poco l'uscita di questi ultimi giorni del nostro presidente della repubblica a favore dell'obbligo vaccinale anti Covid-19. Stupisce abbastanza che un presidente distintosi durante gli anni del suo mandato per una certa sobria inesistenza, per una pervicace riluttanza a esprimere giudizi di qualsiasi tipo, abbia rilasciato una dichiarazione così netta e accorata - "Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione" - su un tema così delicato e divisivo, resa peraltro durante il cosiddetto semestre bianco. La massima carica dello stato, quindi, quella che dovrebbe garantire tutti i cittadini italiani - compresi quelli che non hanno intenzione di vaccinarsi - ha fatto una scelta di campo netta a favore dell'obbligo vaccinale, che segue a distanza di pochi giorni quella altrettanto netta fatta dal nostro primo ministro. 

"Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione", quindi, anche se il sottoscritto, oltre alla Libertà, invocherebbe volentieri il Principio di Precauzione, la Constatazione dei Fatti, la Perplessità, una Analisi Costi-Benefici e via discorrendo. In questi ultimi mesi abbiamo assistito (e stiamo ancora assistendo) a una crescente insofferenza nei confronti di quella porzione di cittadini, ampiamente minoritaria, che ha scelto di non vaccinarsi contro il Covid-19. Tali cittadini sono sottoposti da mesi a una martellante e sistematica campagna denigratoria e bollati ora come sconsiderati, ora come untori più o meno volontari, ora ancora come vili attentatori al nostro irreprensibile sistema sanitario nazionale. Il favoloso mondo dei No-Vax, così come vengono definiti dal mainstream prodotto dal blocco di quasi tutti i maggiori organi di informazione, è popolato da orde di fanatici-complottisti, propugnatori di teorie millenariste, apocalissi varie ed eventuali, impianti sottocutanei e non so cos'altro. Intanto però, se vogliamo attenerci ai numeri, numeri gentilmente e quotidianamente forniti proprio dal mainstream ufficiale, qualche dubbio dovrebbe venire anche al più ottuso e zelante seguace del pensiero dominante. Prendiamo, per esempio, i due paesi che prima di tutti si sono incamminati risoluti sulla strada della vaccinazione generalizzata e sistematica, Regno Unito e Israele. Il Regno Unito, nel quale più del 90% (dico novanta per cento!) della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, viaggia attualmente sui quarantamila (dico 40.000!) contagi e sulle cento vittime giornaliere. Lo Stato d'Israele, con una popolazione (nove milioni circa di abitanti, di cui più del 60% ha completato il ciclo vaccinale) e una superficie di poco inferiori a quelle della Lombardia, registra al momento circa ottomila (8.000) contagi e una cinquantina di decessi giornalieri. Non mi sembrano performances invidiabili, nemmeno un po'. 
Se passiamo all'Italia poi, ad oggi, più del 70% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid e più del 62% ha completato il ciclo vaccinale. Dobbiamo, ciononostante, considerarci un paese particolarmente riottoso, refrattario a vaccinarsi? Abbiamo veramente bisogno di imporre l'obbligo? Per quel che riguarda contagi e decessi ci troviamo su una specie di plateau da circa un mese e mezzo, con una media di cinquemila (5.000) nuovi casi e una cinquantina di vittime al giorno. Fatte le dovute proporzioni coi numeri dello scorso anno (e con quello che si vede nel resto d'Europa) non mi sembrano cifre particolarmente allarmanti, tranne che per il numero delle vittime, sempre troppo alto rispetto agli altri grandi paesi europei. Se poi ragioniamo sui numeri dell'estate 2020 ci sono parecchie considerazioni da fare. Ancora a metà agosto dello scorso anno si registravano circa 400 (dico quattrocento!) nuovi casi e 5 (dico cinque!) decessi giornalieri. Ricordo a tutti gli eventuali lettori che l'anno scorso i vaccini non esistevano ancora (ordunque, eravamo tutti non vaccinati) e che molti di quelli che avrebbero contratto la malattia nei mesi successivi non si erano ancora ammalati (mi si perdoni l'ovvietà). Ora, com'è possibile che a distanza di un anno, con il 62% della popolazione completamente vaccinata e con tutti quelli che nel frattempo hanno contratto il virus (e pertanto, in teoria, dovrebbero essersi immunizzati), si sono decuplicati contagi e decessi? Qualcuno dovrebbe spiegarmelo (e spiegarcelo), però deve essere uno bravo e particolarmente convincente. I soloni, i magnifici virologi che vanno in TV tutti i giorni a tutte le ore del giorno e tentano di spiegare l'inspiegabile, danno la colpa alla variante di turno e comunque giurano che chi si vaccina, anche se contrae la malattia, non finisce in terapia intensiva e non rischia di rimetterci le penne. Però, a questo punto, se i vari vaccini anti-Covid attualmente in circolazione non impediscono di contrarre la malattia, allora non sono veri vaccini, bisogna trovargli un altro nome: Farmaco Sperimentale che mitiga gli Effetti Severi del Covid-19 non mi sembra un granché (anche il relativo acronimo sarebbe impronunciabile), si può fare certamente di meglio. Intanto, di fronte a una situazione del genere, si rischia di diventare nostalgici. Da quando mamma e papà, più di cinquant'anni fa, mi fecero vaccinare contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite-B (senza peraltro essere costretti a firmare fogli e fogli di consenso informato), da allora, incredibilmente, il sottoscritto non ha contratto la poliomielite, né il tetano, né la difterite, nemmeno in forma gentile, attenuata. Se è per questo non ha nemmeno sofferto di effetti collaterali più o meno gravi, quali trombosi, miocarditi, pericarditi...ma questo sarebbe un altro discorso. 
Ah, i vaccini di una volta!, mi verrebbe da dire. Un'altra cosa che mi viene da dire è che l'umanità esce molto male, molto ridimensionata da questa storia della pandemia. Sui vaccini in particolare assomiglia a quei giocatori di poker poco professionali che, pur avendo pessime carte in mano, continuano ad alzare la posta. Se domani sbarcassero gli alieni sul nostro pianeta e dovessero scegliere l'esemplare più significativo, quello più evoluto, per portarlo con sé e studiarselo con calma, non avrebbero dubbi: sceglierebbero degli esserini microscopici, sferici, con delle punte a forma di corona sulla superficie, non certo uno di questi ridicoli bipedi mascherati che si salutano col gomito. 

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