Uno, nessuno o centotrentamila…

Uno, nessuno o centotrentamila…

Gianni De Falco, presidente Ires Campania e coordinatore AIM

 

 

Il presente articolo non impegna nei contenuti Cgil Campania e Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli

 

Qualche tempo fa, molto tempo fa, un docente della Facoltà di Architettura ammoniva gli studenti con questa frase: «ricordate ragazzi che se un architetto sbaglia l’errore lo porterà in galera, se un medico sbaglia, invece, il suo errore… verrà sotterrato». Analizzando i dati sulla mortalità per Covid-19, a fronte di non meglio chiarite statistiche che tra tabelle e tabelle non trovano corrispondenze, che perfino nella loro fase di raccolta dati e sistematizzazione non trovano corrispondenza ma testimonianza, con evidenza pubblica (stampa ed indagini ancora in corso), su gestioni statistiche “spalmate” temporalmente o limitate “politicamente” nei numeri per non incorrere in “brutte figure”, quell’ammonimento mi è tornato alla mente con una variante finale «…se un medico sbaglia il suo errore… verrà cremato». Forzatura dovuta alla realtà dei fatti.

Quanti morti abbiamo registrato in questo periodo, in termini di certezza statistica, non ci è ancora dato sapere. Chi come noi si occupa di ricerca non può non riferirsi al sistema nazionale che certifica il “dato” (SisStaN, Istat, ISS, OMS) e su quei “dati” elabora analisi e studi, il paradosso è che a tutti è noto che il “dato” nasce da processi di rilevazione e di “costruzione” non chiaramente scientifici e non totalmente trasparenti.

Qui ricorro a Pirandello non potendo quantizzare i decessi di questo periodo nefasto: Uno, nessuno o centotrentamila? chissà…

Così va in Italia.

 

 

I dati sono anche gestiti in modalità di comunicazione ad una via, orientati cioè a confermare esclusivamente un dato di crisi per sostenere la necessità di prorogare l’emergenza. Insomma, il dato non è più statistica, non più un numero, ma una politica. Uno, nessuno o centotrentamila?

Verrebbe da chiedersi come sia stato possibile affrontare l’emergenza della pandemia “senza” un Piano Pandemico, falsamente aggiornato sui siti come data (ma da chi?) e che nella sua versione più recente sappiamo tutti frutto di un “taglia e incolla” senza alcuna responsabilità conclamata. Tra un tira e molla tra Governo e OMS per alcuni Report pubblicati, ritirati, nascosti, distrutti… Quanti decessi sono da ascrivere a terapie che inizialmente si sono affidate alle parole d’ordine: «Tachipirina e vigile attesa…». Suggerirei di aggiungere questa indicazione alle cause di morte… perché morti e morti ha provocato nella prima fase procurando una amplificazione del processo infiammatorio, ed è durata mesi…

Non bastasse, i ricoverati dopo la “vigile attesa” giungevano in ospedale in condizioni disperate, in fin di vita, e trattati con intubazione e ventilazione meccanica (tra le maggiori cause di morte per batteri) che hanno finito per “bruciare” polmoni già compromessi. Quanti decessi per questa causa? Non lo sapremo mai… Uno, nessuno o centotrentamila?

E dire che i “grandi” specialisti a febbraio 2020 avevano negato la possibilità che questo Coronavirus potesse diffondersi in Italia (ma pare che circolasse già da mesi), a marzo 2020 invocavano la vaccinazione per tutti, ad aprile 2020 avevano sottoscritto accordi con Rai, La 7 e Mediaset per la partecipazione a tutte le trasmissioni, dai cartoni animati ai Festival del Cinema, uomini immagine per se stessi e per la pubblicità di atelier alla moda, sottoscrittori di accordi per la pubblicazione dei loro libri…

Uomini di scienza, come amano definirsi, che finiscono per smentirsi e offendersi gli uni con gli altri con linguaggio da lavandaie (e mi perdonino le lavandaie, se ancora esistono…). Questo è il quadro del mondo scientifico nazionale che va per la maggiore.

Per fortuna esistono “uomini di scienza veri” che con sacrificio e in silenzio hanno curato centinaia di persone a casa con protocolli che il CTS nazionale non ha mai voluto accreditare. I risultati registrati sono da record mondiale rispetto ai dati della “sanità di Governo”, spesso senza alcun decesso e senza alcun ricovero in terapia intensiva…

Con la complicità di certa stampa (soprattutto televisiva, perché “l’ha detto il TG1” o “Porta a Porta” conta ancora e come…) questi uomini di scienza veri, medici e ricercatori, sono stati “oscurati”, messi a tacere, ridicolizzati, suicidati.

Verrebbe da chiedersi quanto sia costata a livello umano, in termini di decessi, la gestione sanitaria (se così può ancora dirsi) della pandemia in termini di Posti Letto e Risorse professionali ridotte a seguito di una sciagurata Riforma sanitaria applicata in varie regioni e poi assunta a modello un po’ per tutte. Uno, nessuno o centotrentamila?

Nella fase più critica sono stati richiamati medici già in pensione, medici della sanità militare, finanche studenti/neolaureati di medicina e infermieri in fase di praticantato a fronte di una domanda di alta specializzazione. Rimasta ovviamente inevasa.

Quanto sono costate alla comunità le faraoniche imprese di nuovi ospedali in sede “impropria” come nella Fiera di Milano o nei strombazzanti TIR napoletani. Lombardia e Campania, Fontana e De Luca, dunque, uguali sono. Centinaia di posti letto e macchinari per la ventilazione forzata inutilizzati…

Verrebbe da chiedersi, ancora, perché addossare ai protestanti “no Green Pass” il numero di decessi per solo Covid-19 che invece viene chiaramente indicato nel “Report sui decessi e sulla classificazione delle cause di morte” prodotto dall’ISS e trattato da vari quotidiani a carta stampata e on line. Uno, nessuno o centotrentamila? Oppure 3.783 come afferma ISS che invoca la mala interpretazione del dato?…

Chi scrive, per onestà intellettuale e trasparenza, ammette la possibilità che il Covid-19 possa aver avuto anche un impatto maggiore rispetto alla mortalità registrata tenendo conto della circolazione del virus in mesi precedenti o iniziali del 2020 con casi certificati come polmoniti e influenze e, invece, probabilmente imputabili al virus. Così come vanno ricordati alcuni dati di mortalità generale negli anni 2015 e 2017, in alcuni casi superiori ai dati attuali, per i quali nessun allarme di pandemia fu ingenerato e nessun Green Pass adottato. Non numeri dunque ma politica.

Verrebbe da chiedersi dove siano finiti i dati sui “decessi provocati da infezioni contratte in ambito sanitario”, provocate cioè da quei virus e/o batteri (da noi anche formiche…) che tranquillamente, e da sempre, “vagano” nelle corsie e nelle sale operatorie di nosocomi, cliniche e residenze sanitarie assistenziali e per anziani, sia pubblici che privati e che nulla hanno a che vedere con il Covid-19. Non sono piccoli numeri, dai 19mila circa del 2003 ai 49mila del 2016 fino ai circa 52mila del 2019. Considerato il boom di ricoveri per il Coronavirus ho la ragionevole certezza che questa cifra sarà cresciuta in proporzione. Dove sono finiti dunque questi morti? Nella trattazione statistica più recente sono letteralmente scomparsi e non credo che siano finiti ad alimentare le leggende di fantasmi e “belle mbriane” napoletane, 52-55mila in più sarebbero troppi anche per noi.

Quanti malati “sospesi” per via della gestione emergenziale, che ha azzerato tutti i servizi sanitari per tutte le altre patologie a favore di gestioni uniche come “Covid Hospital”, sono sopravvissuti alla possibilità di un qualsiasi ricovero in pronto soccorso per la paura di contrarre il virus, alle 14milioni (avete letto bene…) di visite specialistiche e alle oltre un milione (avete letto bene nuovamente…) mancate operazioni chirurgiche… tutte rimandate sine die e a 1.741.499 ricoveri mancati? Un dato, l’aumento di morti domiciliari è aumentato del 27% e del 154,6% presso le strutture residenziali o socio-assistenziali.

Ancora, dannazione, a chiederci: Uno, nessuno o centotrentamila?

Si è parlato anche di una “gestione finanziaria dei decessi”, motivo Covid o motivo “pure Covid”, la certificazione di morte sembrerebbe determinare un incremento di costi per letto che varia dai 500 ai mille euro. Con una spiacevole conseguenza collaterale: l’aumento dei costi per le onoranze funebri. Così è in Italia.

E in Europa? Snoccioliamo e confrontiamo i dati di Our World in Data e di JHU CSSE Covid-19 Data aggiornati al 6 novembre scorso e Eurostat.

La Germania, a parità di contagi (4,8 milioni), conta il 37% circa di decessi in meno (96mila a fronte dei nostri 132mila)… e ha vaccinato meno di noi (69% con una dose e 67% con doppia a fronte del 78% con una dose e 73% con doppia in Italia). La Francia, con il 50% di contagi in più (7,3 milioni contro i nostri 4,8), conta meno vittime (119mila). La Gran Bretagna registra il doppio dei casi (9,3 milioni) e appena 10mila decessi in più (142mila). La Spagna, infine, con 200mila contagiati in più (5 milioni), conta 45mila decessi in meno (87mila) e senza essere soggetti a Green Pass registra percentuali di vaccinati ben più alti dei nostri (80,4% una dose e 78,9% con doppia). Al dicembre 2020 (Eurostat) la quota di anziani deceduti per 10mila abitanti in Italia risultava di gran lunga la più alta tra i paesi europei 10,15 seguita dalla Francia 8,4 e dalla Bulgaria 7,4 nonostante per casi di contagio occupasse la quarta posizione (291,15 a fronte dei 379,9 della Croazia prima della graduatoria.

La mortalità standardizzata per la classe d’età da 0 a 74 anni in Campania nel 2019 è stata la stessa che in Lombardia nel 2020. È del tutto evidente che se muori in Campania non fai notizia o, al massimo, la fai se muori di camorra. Non c’è alcuna dignità nell’analizzare i dati a livello regionale. In Italia (col permesso del Principe De Curtis) ‘a morte nunn’è seria, nunn’è Livella.

Ammettiamolo, o siamo sfigati o abbiamo il peggior gruppo dirigente (il peggiore governo possibile) e la peggiore e più fragile sanità europea o... contiamo male i morti… In conclusione, se fossi magistrato avrei un sacco da lavorare, ma dovrei essere di Berlino, non frequentare i social, i salotti, le trasmissioni televisive ma le aule di Tribunale, senza restare fregato dai numeri che si vedono o, soprattutto, si sentono in giro e senza avere soluzioni preordinate.

Per intenderci i no-vax e i no Green Pass non hanno nulla a che vedere con tutto quello che avete letto in precedenza…

Per tornare alla triste conta ci resta quindi il dubbio, metodologico e politico, sulla rilevazione dei decessi: Uno, nessuno o centotrentamila?

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